Team 2015: Fiera Milano

Fiera di Milano è il sistema fieristico del capoluogo lombardo (e della relativa area metropolitana), nato nel 1906 in occasione dell’apertura del Traforo Sempione. Dispone di una superficie complessiva di 753.000 mq (che ne fanno il polo fieristico più esteso d’Europa) e si costituisce di due distinti poli espositivi: Fieramilano (situato tra i comuni di Rho e Pero) e Fieramilanocity (situato nel comune di Milano, in zona Piazzale Lotto). La Fiera di Milano ospita ogni anno un gran numero di fiere e manifestazioni di importanza internazionale, in cui intervengono visitatori ed espositori provenienti da ogni parte del mondo; inoltre mette a disposizione un imponente Centro Congressi, in cui si trovano nove sale con capienza fino a 728 posti e un auditorium per 739 persone. Con i suoi servizi moderni e all’avanguardia, pensati per rendere l’esperienza di ogni singola fiera il più soddisfacente possibile sia per chi espone che per chi visita, la Fiera di Milano è sicuramente ai vertici dei poli fieristici mondiali. 

 

Il progetto di spostamento della Fiera risale al 2000, e la questione prioritaria era quella di spostare la Fiera dal centro di Milano e collocarla in una zona più adatta. Non era ancora chiaro quanto grande sarebbe stato l’impatto complessivo della trasformazione. C’ erano gli strumenti per cominciare: l’Accordo di Programma del 1994, la competenza della regione sull’Ente Fiera e un’area individuata per il Nuovo Polo, nell’immediata provincia nord ovest di Milano, inquinata e in cattive condizioni, ma strategica per la sua collocazione e dimensioni. E c’erano due vantaggi, come motori: la bonifica di un terreno che degradava un’area della provincia di Milano e il rinnovamento di una comunità, colpita dalla crisi post industriale, attraverso una grande macchina di sviluppo come la Fiera. Il “cosa fare” dell’area cittadina liberata dalla Fiera, dal traffico pesante e dai visitatori ed espositori “ingombranti” non era evidente. L’area privata, di proprietà di Fondazione Fiera Milano, rappresentava comunque un patrimonio per la città. Impossibile decidere cosa farne senza un accordo collettivo. Un soggetto come una fondazione, privato ma attento all’interesse collettivo, sembrava la soluzione ideale per tentare una mediazione. Tre considerazioni: Nello spazio chiuso della Fiera non ci sono solo i milanesi, ma popolazioni temporanee di city users, di operatori economici, espositori, aziende, identificati per settori, anche grazie alla Fiera. Ma quando escono, fuori c’è una città da migliorare. La provincia è unita alla città da un continuum abitativo e industriale ma è per tradizione considerata una periferia. Aver creato un sistema fieristico in permanente connessione ha “superato” i confini, facendo lavorare insieme tre comuni – Milano, Pero e Rho – Provincia e Regione con un obiettivo unico. Per questa connessione servivano infrastrutture pubbliche: potenziare quelle esistenti, nuovi collegamenti ferroviari (alta velocità) in un unico percorso che collegasse l’intero nord Italia in un sistema – una città infinita. Importante nello sviluppo del sud Europa come punto di passaggio del Corridoio 5. Quello della trasformazione della Fiera, dunque, è diventato in breve un progetto che ha contribuito anche al rilancio del Paese, sia dal punto di vista economico sia d’immagine.

 

Ormai il concetto di recinto era sparito. La bonifica, la realizzazione del Nuovo Polo in 30 mesi, la notorietà del progettista e delle imprese di questo cantiere, il più grande d’Europa, cominciano a suscitare curiosità nel mondo. Contribuiscono a mostrare che in Italia si possono realizzare grandi opere nei tempi e nei costi stabiliti, e dà fiducia e credibilità al mercato delle valorizzazioni immobiliari e delle grandi opere. Milano, che sembrava una città ferma, aveva solo bisogno di un po’ di slancio. Covava dentro di sé il desiderio di cambiamento. Fino a quando succede qualcosa. A Milano inizia la gara di riqualificazione urbana, per l’area liberata dalla Fiera. Una gara decisa insieme alle istituzioni nelle sue linee guida, e che attira – come da tempo non accadeva – i più grandi progettisti al mondo affiancati a gruppi di imprese e di finanziatori di livello internazionale. Con l’intenzione di costruire “un nuovo centro per Milano” laddove prima si vedeva solo un recinto. I progetti sono di grande qualità. Dalle otto cordate iniziali ne restano in gara cinque e tre entrano in una short list qualitativa , da cui, in base all’offerta economica, viene selezionato il progetto CityLife, degli architetti Hadid, Isozaki, Libeskind e Maggiora, con Generali Generali Properties S.p.A (capocordata), RAS S.p.A., Progestim S.p.A., Lamaro Appalti S.p.A, Grupo Lar Desarrollos Residenciales.